Proseguiamo l’avventura verso l’EXPO 2015 oggi parliamo di un’altro alimento importante l’Arabella, no scusate l’arancia.

È timida, un po’ goffa e riservata. È in cerca del vero amore. È candida e innocente, gli amici dicono che non capisce le battute e si divertono a farle molti scherzi.

Mentre come alimento è chiamata Cytrus sinensis anche se la conosciamo più comunemente come arancio, ogni 100 grammi di prodotto sono 34 calorie.

Composizione ogni 100 grammi: Acqua 87,2% Proteine 0,7% Lipidi 0,2% Glucidi 7,4% Fibre 16
Vitamine (mg): B1 0,06 B2 0,05 PP 0,2 C 50 A 71 (mcg)
Minerali (mg) Ferro 0,2 Calcio 49 Fosforo 22 Sodio 3 Potassio 200.

Nome: in greco si chiama portocali, in rumeno portocala, in arabo burtuqal che soppianta la parola persiana narang che significa frutto favorito degli elefanti, da cui deriva arancia; in arabo burtuqal indica l’arancia dolce mentre narang quella amara.

Storia: Originario della Cina, gli arabi lo introdussero in Asia Minore, Egitto, sarebbe stato importato in Europa solo nel XIV secolo da marinai portoghesi, alcuni testi romani ne parlano già nel I secolo, veniva coltivato in Sicilia e chiamato melarancia il che farebbe pensare che il frutto sia arrivato via terra, entrambe le teorie potrebbero essere corrette.

Nutrizione: frutto invernale per eccellenza, simbolo dell’energia del sole, ricchissimo di vitamina C, betacarotene, minerali (potassio, calcio fosforo).

Dissetanti, toniche, aumentano le difese immunitarie contro i virus e batteri, prevengono i disturbi cardiovascolari, esiste anche una varietà di arancia amara, per la presenza di un olio essenziale, usata per la preparazione di liquori amari, canditi, marmellate.

La colorazione dei frutti è dovuta alle antocianine, sostanze antiossidanti. Un flavonoide (esperidina) ha proprietà antiallergiche, antiinfiammatorie, impedisce ai vasi sanguigni di ispessirsi.

La maggior parte di vitamina C e delle proprietà benefiche del frutto, tra cui la pectina e la rutina (favorisce l’assimilazione della C) si trovano nell’albedo (parte bianca e spugnosa), il succo ne contiene soltanto il 25%.

Acquisto: bisogna scegliere le arance più pesanti (hanno un maggior contenuto acquoso). Vanno conservate in frigorifero, fuori dal sacchetto di plastica. Dopo il lavaggio esterno, la buccia diventa permeabile agli agenti esterni, quindi marcisce più in fretta.

Cucina: è preferibile gustarlo a spicchi piuttosto che spremuto, perché si aumenta l’introduzione di sostanze indigeribili e quindi viene favorito il senso di sazietà. E’ relegata quasi esclusivamente in pasticceria, sia la buccia che la polpa ed il succo possono aromatizzare molti piatti.

Quelle amare (sivigliane o selvatiche) si usano in piatti salati, per dolci e bevande le sanguinello (tarocco) sono le migliori, hanno una affinità con il coriandolo, cardamomo, zafferano, da non dimenticare le marmellate, macedonia, succhi.

Curiosità: secondo la mitologia greca sono simbolo di fecondità e amore, alcuni alberi furono donati a Giunone, sposa di Giove, questi custodì gli alberi in un giardino sorvegliato dalle ninfe Esperidi, fanciulle dal canto dolcissimo; per tale motivo col nome esperidi vengono raggruppati tutti gli agrumi.